PREMIO OXFAM ITALIA - COMBATTERE LA DISUGUAGLIANZA, SI PUO FARE (dedicato ad Alessandra Appiano)

OXFAM – 1a EDIZIONE

PREMIO COMBATTERE LA DISUGUAGLIANZA, SI PUÒ FARE

CERIMONIA DI CONSEGNA DEI PREMI

 

Stamani nella cornice della sala d’arme di Palazzo Vecchio a Firenze, si è tenuta la consegna dei premi al reportage e docufilm Per la Calabria non c’è cura di Giuseppe Smorto e Antonio Nasso, al brano musicale Il tango dell’intercultura di Cies onlus/MateMù e al progetto Lavoro Senza frontiere di Princes Industrie alimentari.

Menzione speciale a Vito Finocchiaro per il progetto fotografico Frank, la rotta mediterranea.

I premi sono stati consegnati dalla Presidente della Commissione Cultura della Regione Toscana, Cristina Giachi e dall’Assessora all’educazione e welfare del Comune di Firenze, Sara Funaro.

Firenze, 23 settembre 2021 – Oxfam Italia, organizzazione in prima linea contro ogni forma di disuguaglianza, promuove quest’anno il Premio Combattere la disuguaglianza, si può fare, ideato in collaborazione con Amici di Salvataggio – Associazione Alessandra Appiano, e con il patrocinio di RAI per il sociale. Un triplice riconoscimento pubblico a professionisti della comunicazione, operatori/associazioni, aziende che con il loro lavoro abbiano dimostrato che è possibile contrastare le disuguaglianze, generando valori positivi per le comunità, in Italia e nel mondo. La cerimonia di premiazione, tra gli eventi del Festival Nazionale dell’Economia Civile, presentata dalla scrittrice e autrice televisiva Catena Fiorello, si è tenuta stamani nella cornice della sala d’arme di Palazzo Vecchio a Firenze. Alla presenza della Presidente della Commissione Cultura della Regione Toscana, Cristina Giachi, Sara Funaro, Assessora all’educazione e welfare del Comune di Firenze, Roberto Barbieri, Direttore generale di Oxfam Italia e Emilia Romano, Presidente di Oxfam Italia.

 

I vincitori delle tre sezioni del Premio

Per aver raccontato del morire e del vivere sopra e dentro una terra, la Calabria, incrostata di disuguaglianze, malasanità, corruzioni, mancate cure, interessi poco collettivi e disinteresse diffuso, ma anche di caparbie resilienze, voglia di capire i perché e combatterli, tentativi isolati di riscatto, il riconoscimento è andato a Giuseppe Smorto Per la Calabria non c’è cura (Il Venerdì di Repubblica) e Antonio Nasso per il docufilm Calabria oltre il Covid, il deserto della sanità e le storie di chi resiste (Repubblica.it), nella sezione Raccontare la disuguaglianza.

“Qua diverso nun è mai diviso. Qua l’intercultura è pratica d’azione”, canta Fatou Sokhna, accompagnata alle tastiere da Andrea Pantaleone, nel Tango dell’intercultura presentato da Cies onlus/MateMù, associazione vincitrice del premio nella sezione Affrontare la disuguaglianza. La canzone non si ferma alla bellezza poetica del verso e ne aggiunge altri che riescono a renderla anche piccolo manifesto e grande programma di una meritevole attività sullo sconfinato campo delle disuguaglianze sociali e culturali, in una città complessa e multietnica come Roma.

Nella sezione Costruire alternative alla disuguaglianza è stata premiata invece Princes Industrie Alimentari. Per aver promosso, con il progetto Lavoro senza frontiere, condizioni di lavoro etico nell’inquinata filiera del pomodoro, attraverso l’assunzione regolare di 9 migranti. Una goccia nel mare della lotta allo sfruttamento lavorativo, ma allo stesso tempo il primo passo di un percorso che si ha l’ambizione di ampliare nel tempo. Infine, ancora nella sezione Raccontare la disuguaglianza, menzione speciale per il progetto fotografico Frank, la rotta mediterranea, a Vito Finocchiaro che con le sue potenti immagini in bianco e nero getta uno sguardo sullo scorrere delle vite dei migranti nei luoghi dell’accoglienza.

“È con emozione che abbiamo dato il via oggi a questa 1a edizione del Premio Oxfam, dedicato alla scrittrice e amica Alessandra Appiano, consegnando riconoscimenti a veri campioni della lotta alla disuguaglianza. – ha detto Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia – Solo lo scorso gennaio, abbiamo ricordato che le 1.000 persone più ricche del mondo hanno recuperato in appena 9 mesi tutte le perdite accumulate per la pandemia, mentre i più poveri potrebbero impiegare più di 10 anni per riprendersi. Siamo convinti che la disuguaglianza, così come la povertà, non sia inevitabile ma invece creata dall’uomo e pertanto vincibile anche attraverso un evento dedicato a chi in prima persona si sia speso per denunciare, correggere una palese stortura del nostro tempo. Un grazie sentito inoltre ai giurati Camilla Baresani, Leonardo Becchetti, Riccardo Bonacina, Roberto Giovannini, Roberto Natale, Vito Oliva, don Antonio Rizzolo, per aver con passione e cura dedicato tempo alla selezione delle candidature, e a Nanni Delbecchi, presidente di Amici di Salvataggio- Associazione Alessandra Appiano”.

In premio l’opera donata dall’artista Stefano Bergamaschi

La consegna dei premi, l’opera Salvagenti – Si può fare (stampe su tela con acrilico e polvere di colore, misura 20×30), donata dall’artista Stefano Bergamaschi, alias Steve Barney, è stata affidata alle autorità presenti alla cerimonia.

“Il premio “Combattere la disuguaglianza, si può fare” rappresenta una straordinaria occasione di portare alla luce le vite, le storie, i cammini di tante persone relegate a vivere nei sotterranei della storia, vittime di ingiustizie palesi e spesso nascoste alla vista da una coltre di indifferenza. – ha detto il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – I lavori di questo premio ci portano a riflettere su alcuni grandi mali del nostro tempo, criminalità organizzata, corruzione, razzismo, caporalato, ma allo stesso tempo contengono anche un invito: l’invito a ritrovare e a far emergere anche dal nero di certe situazioni, una scintilla di luce, “ciò che – direbbe Italo Calvino – inferno non è, e dargli spazio”. Complimenti ad Oxfam per la sua azione meritoria e per la splendida intuizione di questo premio che inizia quest’anno il suo promettente cammino”.

“E’ con grande gioia che accogliamo a Palazzo Vecchio la prima edizione del Premio dedicato alla lotta alle diseguaglianze promosso da Oxfam – ha detto l’Assessora al welfare, Sara Funaro – una realtà molto attiva che a livello nazionale e internazionale sta facendo un importante lavoro al fianco dei più fragili, per combattere la disuguaglianza in tutte le varie forme in cui si manifesta. Firenze, città di pace che costruisce ponti e abbatte muri, da sempre, è schierata in prima linea per l’affermazione e la difesa dei diritti umani e delle parità – ha continuato Funaro -. Mi ha riempito di orgoglio premiare due giornalisti come Giuseppe Smorto e Antonio Nasso per i loro lavori che con grande professionalità accendono ancora una volta i riflettori su questioni importanti, per combattere le quali serve l’impegno di tutti, a tutti i livelli. Siamo di fronte a una sfida politica e culturale che chiama in causa il nostro Paese e l’Europa e nella quale ognuno di noi deve dare il proprio contributo”.

“Partecipando a questo premio – ha dichiarato Luigi Salvadori, Presidente della Fondazione CR Firenze – proseguiamo il nostro impegno verso l’inclusione sociale di categorie svantaggiate e di soggetti in condizione di marginalità, senza dimenticarci delle famiglie. L’uguaglianza è una sfida che dobbiamo cercare di vincere. Un faro che in questo momento deve aiutare tutte le istituzioni, comprese le fondazioni di origine bancaria come la nostra, a superare l’emergenza innescata dalla pandemia. Possiamo contribuire a offrire le medesime possibilità di accesso alla formazione, al lavoro, alla cultura, cercando di prendere per mano chi è rimasto indietro”.

Con il patrocinio di Rai per il sociale e Regione Toscana

In collaborazione con Comune di Firenze

Grazie a Fondazione CR Firenze e Valoritalia

Il Salvagente

Un’immagine simbolica mi ha accompagnato per tanti mesi della mia vita: il salvagente della Costa Concordia, diventata una delle opere della mia ultima mostra “Quando le pareti divennero pavimenti”, allestita al Galata Museo del Mare a Genova in periodo pre Covid. La stessa immagine che mi ha accompagnato per i lunghi mesi della pandemia, una forma di salvezza contro la solitudine e l’abbandono. Ed ora questo salvagente speciale, dedicato ad Alessandra Appiano e al premio Oxfam “Combattere la disuguaglianza. Si può fare”. Un oggetto tangibile, che salva vite umane e permette di approdare in porti sicuri, ma anche simbolico, emblema della solidarietà e della rinascita. Infatti dietro a questo salvagente ci sono uomini e donne che si impegnano per aiutare chi non ha la fortuna di navigare in acque sicure ma annaspa e rischia di annegare. Ecco cosa significa per me il salvagente: aiutarsi gli uni con gli altri, solidarietà, fratellanza, in sintesi tutto ciò che ci rende umani.

 

Ho un grande amico, Nanni Delbecchi, e avevo una grande amica, Alessandra Appiano, moglie di Nanni. Ho conosciuto Alessandra nel 2001 e, come tutte le persone che l’hanno incontrata, sono rimasto colpito dall’energia luminosa che la circondava e che la rendeva una persona unica e speciale. La ricordo sempre sorridente, arguta e intelligente, ironica e leggera. Capitava che mi fermassi a dormire da loro a Milano e dopo cena, nel suo studio, circondato dalle foto, rivedevo la lunga strada che aveva percorso, da modella a giornalista, scrittrice, conduttrice ma anche Ambasciatrice Oxfam. Non conoscevo il suo lato buio e voglio ricordarla per sempre solare, bellissima ed elegante, come solo lei sapeva essere. Le mie opere, i tre salvagenti , sono un simbolo di Alessandra, che riusciva creare una rete di soccorso per chi aveva bisogno. Di lei mi è rimasta un po’ di luce, che cerco di traferire nelle mie opere, e due manubri verde smeraldo con cui ogni mattina mi alleno.